"La SAPIENZA nella vita dell'uomo è guida all'IMMORTALITA' per chi la segue....perchè la SAPIENZA si rivela mediante gli stessi Elementi Naturali..."

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Regola 1 - Conosci te stesso/a

„Chi conosce gli altri è sapiente, chi conosce sé stesso è illuminato. Chi vince gli altri è potente, chi vince sé stesso è forte." (Laozi)

L'antica concezione greca afferma che l'uomo è un microcosmo, un immagine fedele e precisa del macrocosmo o universo e il così detto Delphico, „conosci tè stesso" è concordemente in linea con questo modo di pensare: se riesci ad auto-conoscerti allora avrai accesso ai misteri dell'universo, più la conoscenza di sé è sviluppata, tanto più la comprensione del mistero dell'esistenza e della conoscenza del cosmo era più vicina alla comprensione .

Conosci te stesso è il primo requisito che ci costringe a ragionare; è il fondamento del sapere ed è fonte di saggezza. Chi non conosce i propri difetti, non può migliorare, chi non conosce i propri obbiettivi, non ha nemmeno voglia di realizzarli, chi non sa che cosa gli manca, non può pensare di ottenerlo. La conoscenza del problema in sé non è una cosa facile da risolvere, la maggior parte dei nostri simili o lo sopravvaluta, o sottovaluta.

E' di fondamentale importanza di valutare esattamente l'auto-conoscenza di sé, cosi come siamo nella realtà, in base ai pregi e difetti, per decidere di adottare un comportamento adeguato su di noi ma anche nella famiglia e nella società.

Una vecchia verità, dai tempi del antico Epictetus dice: "Le persone non sono disturbate dagli eventi, ma da come si riferiscono a questi eventi!" : la sofferenza non è il risultato del desiderio (aspirazione), ma della pretesa (ambizione). Spariscono le pretese, sparisce implicitamente la sofferenza! Fare la differenza tra la pretesa/ambizione (cognizione irrazionale) e il desiderio/aspirazione (cognizione razionale), sembra di essere molto difficile! Se gestiamo la nostra conoscenza di sé, di auto-controllo, di auto-perfezionismo continuo, sarà più facile la distinzione tra apparenza e realtà, tra verità e menzogna, tra possibile e impossibile.

A prima vista, potrebbe sembrare che i nostri sentimenti sono evidenti, se però ci concentriamo con più attenzione percepiamo che siamo andati oltre il vero sentire legato a un determinato sentimento oppure che siamo in ritardo in relazione a questo sentimento. Si deve cercare di riflettere sui limiti e guardare in faccia paure e vergogne. Essere cosciente dei propri limiti è un modo per non sentirsi sopraffatti da certi atteggiamenti e reagire più prontamente e con maggiore coraggio evitando di accumulare rancore. Le persone timide sono in genere quelle che subiscono di più e rimuginano a lungo su quello che avrebbero potuto dire o fare.
Il monito di Socrate "conosci te stesso!" si riferisce in particolare a ciò che è essenziale dell'intelligenza emotiva: la consapevolezza dei propri sentimenti quando si presentano.
Le persone esprimono le loro emozioni in modo diverso, nel senso di evidenziare (incapacità di controllo) o di possesso (controllo emotivo). Sia il controllo emotivo, come l'incapacità di raggiungerlo, sono direttamente dipendenti dalla intensità dello stimolo dei generatori di emozione e dei limiti situati all'interno della soglia di un equilibrio emotivo.

Cosa succede quando pensi di conoscere tè stesso, senza una spiegazione su ciò che ti succede?
Esiste dentro di noi la verità e la possiamo conoscere oppure si agisce seguendo uno schema predeterminato? Conoscere tè stesso significa trovare una risposta a questa domanda.
Quali sono le conseguenze alle affermazioni di cui sopra?
Se concentriamo la nostra capacità di conoscerci verso un'unica direzione, allora le nostre possibilità di conoscerci si ridurranno proporzionalmente con lo sforzo profuso.
Le debite conclusioni sono queste: la conoscenza del sé proposta da Socrate è utile nella misura in cui conoscere non è indirizzato solamente verso un unico tipo di conoscenza: concentrarsi sulla conoscenza spirituale potrebbe comportare la rimozione di una conoscenza oggettiva, mentre la tendenza verso l'orientamento di una conoscenza al di fuori della soggettività avrebbe come diretta conseguenza l'acutizzarsi dell'ignoranza.
Uno sguardo attento dietro l'oscurità deliberata che copre i simboli scentifici degli antichi avi, scoprirà che le parole "Uomo, conosci te stesso e conoscerai l'universo" non significa solo conoscenza spirituale e di carattere, ma anche lo studio dettagliato della morfo-fisiologia cellulare e tutte le relazioni tra gli elementi che sono parte del mondo vivente.
Come ho detto, in ultima analisi, il corpo umano si riduce alla cellula come unità base, morfo-funzionale della materia vivente, l'umanità è ridotta a molecola sociale che è l'uomo, il mondo si riduce a una stella e l'universo si riduce a galassia. Ma cellula, umanità, mondo astrale, universo, non sono altro che PARTE della stessa UNITA'.

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