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Candida: non solo per donne...

candidaFate parte anche voi dei milioni di persone che non si sentono bene da parecchio tempo e ciò nonostante non riescono a comprenderne il motivo? Siete stati definiti malati immaginari?
Avete sulle spalle un passato costellato da abusi di farmaci antibiotici, cortisonici, antinfiammatori e ormoni?
Non riuscite a dimagrire neanche seguendo la dieta più ferrea?
Il vostro bambino soffre di asma o di malattie della pelle?
Siete golosi di dolci in maniera smodata?
Vostro figlio non va bene a scuola ed è nervoso e irascibile?
Siete depressi e non volete rovinarvi la salute con farmaci inutili e dannosi?

Potrebbe trattarsi di uno squilibrio da lieviti come conseguenza di un’infezione da Candida.

Fin dalla nascita la vita di un uomo ha luogo in stretta simbiosi con un universo di microrganismi, tra cui virus, batteri e funghi. Essi vivono nella nostra cavità orale, nelle gengive, nella nostra gola, nei polmoni, nell’intestino e nei nostri organi genitali. Alcuni di essi sono utili altri dannosi, in delicato equilibrio tra loro.
Alcuni sono coinvolti in processi fisiologici, come la degradazione dei pigmenti biliari nell’intestino, la produzione di vitamina K, la protezione delle nostre mucose: un ruolo chiave è svolto dal nostro sistema immunitario che permette la proliferazione, fino ad un certo livello, dei microrganismi utili e blocca quello di quelli dannosi.
Molti microrganismi utili necessitano condizioni di crescita piuttosto definite per poter riprodursi: la loro presenza è comunque assolutamente necessaria per evitare l’eccessivo proliferare di microrganismi dannosi.
Spesso microrganismi presenti in piccole colonie all’interno del nostro organismo, l’ Escherichia colii nell’intestino o la Candida albicans sempre presente in minime quantità nelle mucose del tratto alimentare, possono quando dimiinuiscono i microrganismi utili, prendere il sopravvento e riprodursi fino a diventare un serio problema per la nostra salute.
Una volta che questo accade essi proprio perché presenti da sempre nelle nostre mucose tendono ad abituarsi a una eccessiva proliferazione dando origine a disturbi cronici di difficile eradicazione
La micosi (infezione da funghi) più comune è provocata da un sovraccarico del commensale intestinale Candida albicans.
Altre specie di Candida tra le più diffuse sono C. tropicalis, C. paratropicalis, C. glabrata e C. krusei, C. guillermondi, C. dubliniensis e C. zeylanoides.

In condizioni normali, la Candida è un commensale che si adatta agli ambienti alcalini dei tessuti e contribuisce a proteggere l’organismo da tossine e chelare i metalli pesanti. In tutte le condizioni di squilibrio del pH fisiologico, la Candida sopravvive e si diffonde eccessivamente. La presenza di candidosi cronica predispone alla DISBIOSI della flora intestinale e a una catena d’infezioni opportunistiche di batteri, parassiti e virus.
In tutti i casi, l’infiammazione delle mucose assottiglia le pareti intestinali, creando lesioni, predisponendo alla cosiddetta “Leaky Gut Syndrome” (sindrome da intestino gocciolante) e al riassorbimento nel sangue di sostanze nutritive non digerite e tossine acide, riciclandole nell’organismo, provocando acidosi e innescando reazioni autoimmuni.

Molte malattie croniche possono essere causate dalla Candida Albicans o dai comuni lieviti, tale patologia può colpire gente di tutte le età e di entrambi i sessi, dal bambino che abusa di merendine, all’anziano che va incontro a una demenza precoce, producendo un’ampia gamma di allarmanti sintomi.

Le CANDIDOSI (infezioni da Candida) comportano infiammazione del sistema digestivo dalla bocca all’intestino retto e conseguentemente del sistema ORL (otorinolaringoiatria), delle mucose gastrointestinali, genito-urinarie e dei tessuti tegumentari: capelli, cute e unghie.

L’eccesso di muco è il sistema naturale del corpo di proteggere le membrane gastrointestinali e respiratorie da irritazioni e lesioni, producendo sintomi di mal di gola, tosse, sinusiti e otiti, spesso irritando anche i tessuti connettivi osteoarticolari, muscolari e tegumentari, oltre a predisporre a candidosi vulvovaginali, cerviciti e cistiti ricorrenti nella donna e a balaniti nell’uomo.
Le vulvovaginiti da candida sono molto frequenti, il 75% delle donne ne soffre almeno una volta nella vita e nel 40-50% recidiva almeno una volta. Le recidive più pericolose sono sicuramente quelle che nascondono la presenza dello Human Papiloma Virus (HPV) che, come ormai è ampiamente dimostrato, è alla base del cancro del collo dell’utero. Di questo argomento parleremo in un successivo articolo (La candidosi vaginale spesso nasconde un’infezione da human papilloma virus HPV)…

L’incidenza di CANDIDOSI aumenta in casi d’immunosoppressione ed è aggravata dall’uso frequente di antibiotici, chemio e radioterapia, corticosteroidi, farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS, tra i quali l’aspirina) e dalla pillola anticoncezionale che alterano l’equilibrio della flora batterica intestinale.

La diminuzione della produzione delle vitamine del complesso B causata dalla riduzione dei batteri saprofiti, favorisce la trasformazione della Candida dalla forma micetale, in grado di penetrare la parete intestinale, innescando una “leacky gut syndrome”, con incremento della ipersensibilità agli alimenti, delle reazioni allergiche e delle reazioni tossiche.
Le micosi sistemiche subcliniche – ovvero le infezioni funghine estese a tutto l’organismo, che non danno ancora luogo allo sviluppo di segni e sintomi – contribuiscono ad aumentare la congestione linfatica, la reattività del sistema immunitario agli allergeni, le intolleranze alimentari, l’ipersensibilità a sostanze chimiche, la propensione a mal di testa, depressioni e irritabilità, aumentando anche il rischio d’ipertensione essenziale secondaria.

La tossiemia micotica (intossicazione del sangue da tossine fungine) compromette il sistema digestivo ed è un fattore rilevante nel peggioramento di sintomi neurologici nei casi d’affaticamento cronico con riduzione della prontezza mentale, delle capacità di concentrazione e coordinazione, frequentemente con sintomi di vertigini e capogiri.

Nelle persone sane la popolazione micetale della candida è, in genere, limitatata e mantenuta a livelli non patogena dalla funzionalità del sistema immunitario e dalla presenza dei batteri saprofiti, come gli acidofili o i bifidobatteri, che competono con essa per i substrati nutritivi. Molte situazioni possono rivelarsi come potenzialmente in grado di incrementare la presenza di questo micetale, causando con la sua eccessiva presenza, sintomi talvolta CONFUSI con altre patologie o malesseri.
I sintomi più frequenti sono costipazione o diarrea, coliti, gastralgie, alitosi, stomatiti o afte buccali, prurito rettale ma anche mal di testa, bruciori al petto o dolori precordiali, cambiamenti d’umore, depressione, sindrome premestruale, perdita della memoria, vaginiti, infezioni renali o vescicali, prostatiti, dolori muscolari o articolari, artriti, bruciori di gola, congestione, tosse, sinusiti croniche, bruciori alla lingua, mughetto, parestesie al viso, alle braccia o alle gambe, parestesie periferiche, sudori notturni, acne, prurito diffuso, sindrome della fatica cronica, iperattività, ipotiroidismo, diabete, allergie e stress surrenalico.
Ambienti caldi ed umidi e l’assunzione di alimenti ricchi di zuccheri/carboidrati e lieviti può peggiorare significativamente i sintomi.

La superinfezione INTESTINALE è spesso, la principale causa della ben conosciuta candidosi vaginale: i risultati clinici confermano che NON si può eradicare le manifestazioni vaginali, senza normalizzare la situazione intestinale, che è sempre presente quando ci sono manifestazioni vaginali.

Il trattamento della candidosi, in qualunque area si manifesti, è sempre difficile e complesso, talvolta con crisi di guarigione e recidive, ma non può non essere considerato come un problema risolvibile nel breve periodo: la guarigione raramente avviene in meno di tre mesi di trattamento combinato con adeguate misure alimentari; in genere occorrono almeno SEI MESI di trattamento prima che si possano vedere risultati consistenti e duraturi: fino a quando la superinfezione intestinale non viene sconfitta e la flora batterica intestinale ricostituita, le manifestazioni vaginali, a livello della bocca, della pelle o delle unghie tende a ripresentarsi sistematicamente. 

I cambiamenti dietetici risultano molto importanti nell’eradicazione della candidosi: l’eliminazione degli zuccheri in maniera radicale (saccarosio, destrosio, fruttosio ma anche succhi di frutta, miele, sciroppo d’acero, melassa, lattosio contenuto nei prodotti caseari), ma anche delle solanacee (patate, peperoni, melanzane, pomodori) e di gran parte dei frutti (ad esclusione delle bacche, dell’ananas e della papaia).

Tutte le sostanze utilizzate per i processi fermentativi che producono alcool dovrebbero essere evitate (come ad esempio grano, malto, orzo, luppolo) così come i prodotti contenenti lieviti; anche i prodotti fermentati o contenenti muffe, possono rivelarsi fonte di ipersensibilità durante le superinfezioni di candida: è bene evitare, in genere, anche i funghi.
Talvolta anche le carni (in particolare maiale, vitello e pollame) possono creare problemi per i residui di antibiotico derivanti dall’alimentazione, così come i prodotti caseari spesso sono da evitarsi. L’uso di vegetali freschi, pesce, granaglie prive di glutine (quali miglio e riso) spesso possono essere d’aiuto; lo yogurt naturale o il kefir sono fonti di batteri simbionti utili per combattere la superinfezione.

Alcuni presidi igienici si rivelano utili come strategia preventiva: cambiare frequentemente lo spazzolino da denti, per evitare reinfezioni; utilizzare biancheria intima in cotone bianco, da lavarsi separatamente rispetto ad altri capi, additivando un prodotto antifungino come per es. l’ipoclorito di sodio (verechina).
La Candida non può vivere in ambienti ossigenati, pertanto un abbigliamento che favorisce la circolazione dell’aria è da consigliarsi come presidio igienico: le infezioni da Candida sono 3 volte più frequenti nelle donne che utilizzano biancheria di nylon o collant.

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