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Atlantide - cosa resta?

Risultati immagini per atlantide cosa restaPer molti la storia o l'esistenza del continente Atlantide, prima del diluvio universale, è pura fantasia... eppure se ne parla molto e numerose testimonianze ci arrivano da studiosi ed intellettuali.

Secondo Corrado Federici "alla base di lontane leggende c'è sempre un nucleo di verità simbolica e spirituale".
Ciò vuol dire che dietro ad ogni nostra forma di pensiero, dietro ogni nostro modo di dire si nasconde qualcosa che è andato perduto. Purtroppo più un evento è cronologicamente lontano e non collocabile in uno spazio temporale ben definito...

... viene visto come una leggenda, una fiaba o una favola. Il mito non è fantasia ma un racconto simbolico che contiene una verità.
Per la conoscenza esoterica il mito di Atlantide rappresenta il passaggio verso la nostra razza, la razza aria.
Esamineremo insieme le testimonianze e i resti archeologici attribuiti a questa civiltà antichissima e poi sarà il lettore a decidere se credere o meno all'esistenza del continente perduto.

Atlantide è il continente che, secondo molti studiosi di storia antica, è esistito prima del diluvio universale.
Si sostiene che gli abitanti di Atlantide erano dei giganti e che l'atmosfera in cui vivevano era un'atmosfera acquosa, non a caso in lingua maya la sillaba "ATL" vuol dire acqua, forza dell'acqua. Da qui deriva il termine greco "atlas", che significa instancabile, da cui la parola "atleta".
Atlas era il re della Mauritania e si credeva fosse il figlio di Giove. È rappresentato come una divinità che sostiene il globo e questa immagine esiste nell'America precolombiana.
In quasi tutte le culture vi è la credenza che il mondo sia iniziato con un diluvio, che è quello che noi conosciamo come diluvio universale.
Troviamo tracce del diluvio non solo nella Genesi ma anche nel Codice Boturini, nel Popol Vuh (raccolta di miti e leggende maya), ne "Le stanze di Dzyan" (libro trovato in Tibet; descrive tutte le ere dell'uomo nelle diverse umanità), nel Codice Dresda.
Gli Aztechi sostenevano di essere originari di Aztlan, una terra sconosciuta. Di etimologia azteca, in lingua nahuatl Aztlan significa proprio "gente di Aztlán".
Secondo alcuni studiosi il termine Aztlán deriverebbe dalle parole nahuatl "aztatl", che significa "airone" (o uccello dalle piume bianche) e "tlan(tli)", che significa "posto del": Aztlán vorrebbe quindi dire "posto degli aironi". Secondo un'altra teoria, deriverebbe dal nome del dio Atlas e significherebbe "vicino all'acqua". In Messico esiste inoltre un'area chiamata Chichen Itza che significa salvati dalle acque.
Oggi esistono molte teorie sull'ubicazione di Atlantide: Mediterraneo, America, Canarie, Mar del Nord. Come mai?
Perché Atlantide era tutto, solo nell'ultimo periodo era rimasto, di esso, un'isola, perciò leggiamo che Atlantide era un'isola. Invero Atlantide era tutto un intero continente ma nell'ultimo periodo della sua esistenza era solo un'isola poiché aveva già subito molte devastazioni.

Negli anni '80 del XIX secolo Augustus Le Plongeon, studioso francese, sostenne di essere in grado di decifrare i testi degli antichi maya in cui vi erano riferimenti al continente Mu (Mu o Lemuria è il continente che sarebbe esistito prima di Atlantide), inghiottito da violente eruzioni vulcaniche. Pochi credettero a Le Plongeon, anche se molti studiosi credono che Mu sia effettivamente esistita. Uno di essi è William Niven, secondo il quale i sacerdoti di Mu avevano inviato emissari nella Mesoamerica per insegnare e tramandare una conoscenza segreta e preparare un luogo di rifugio in caso di catastrofe. Questo luogo è, con molta probabilità, quello che in molte popolazioni è noto come luogo sotterraneo: Agharti, identificato altresì come Shangri-la. Ma di questo parleremo dopo...

Se pochi credettero all'esistenza di Mu, per Atlantide fu diverso, forse perché ne parlano anche noti intellettuali, in primis Platone. Platone fa riferimento ad Atlantide (o Poseidonia) nei suoi dialoghi "Timeo" e "Crizia".
Nel "Timeo" Platone scrive che suo zio Crizia narra di Atlantide. Crizia racconta che Solone, grande legislatore e suo antenato, aveva visitato l'Egitto nell''800 a.C. e notò che gli Egizi erano eccessivamente evoluti per quel periodo. Così indusse un gruppo di sacerdoti di Sais a parlare del loro passato ed uno di essi asserì che la Terra aveva subito molte catastrofi dovute agli elementi naturali (fuoco, acqua, terra, aria) e che proprio nel 9.600 a.C. vi fu una grande catastrofe dovuta all'acqua. Il sacerdote disse inoltre a Solone che al di là delle colonne d'Ercole esisteva un'isola: Atlantide, grande quanto la Libia e l'Asia messe insieme e che in quel periodo - 9.600 a.C. - Atene già esisteva (il sacerdote intendeva per Libia una zona grande quanto tutto il Nordafrica e per Asia una zona vasta quanto il Medio Oriente).

Platone nel "Crizia" continua il suo racconto su Atlantide affermando che fu fondata dal dio del mare Poseidone; scrive che col passare del tempo l'essenza divina degli Atlantidei svanì per lasciare il posto ad una componente sempre più umana e Atlantide sparì in un giorno e una notte.
Oltre a Platone menzionarono Atlantide altri intellettuali come il filosofo neoplatonico Proco; quesi sosteneva che Cantore si era recato in Egitto e lì aveva visto delle colonne con su scritta la leggenda di Atlantide. Anche Aristotele e Plutarco parlano di isole e continenti perduti.
Ma cosa resta oggi di Atlantide?

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