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Atlantide - cosa resta? - Luoghi del mistero

 

I LUOGHI DEL MISTERO E IL PIANETA TERRA
Il testo "Gli eredi di Atlantide" scritto da Colin Wilson e Rand Flem Ath è molto illuminante dal punto di vista dei luoghi misteriosi collegati e collegabili ad Atlantide. Gli autori di questo testo sostengono che siti sacri misteriosi come le piramidi egiziane, cinesi e sudamericane non sono stati costruiti dagli indigeni per motivi locali, ma sono tutti collegati ad una civiltà antidiluviana, cioè Atlantide.
Oggi, con la libertà culturale, chiunque può facilmente scoprire che in tutta la storia che ci è stata raccontata... qualcosa non quadra. Manca qualche "pezzo"...
I luoghi misteriosi più noti sono l'Egitto, l'America e l'Isola di Pasqua. Esistono anche molte popolazioni antiche che avevano conoscenze straordinariamente precise per il tempo in cui sono vissute: i Maya, gli Incas, gli Egiziani, i Templari e gli Indù.
Ebbene, questi luoghi e queste popolazioni sono ricollegate al mito di Atlantide e alla sua popolazione evolutissima.
Colin Wilson e Rand Flem Ath sono fautori della teoria di Charles Hapgood (1904-1982) secondo il quale Atlantide era collegata nell'attuale Antartide. L'Antartide oggi è coperta dai ghiacci ma se accettiamo l'idea che la crosta terrestre è mobile dobbiamo pensare che prima della catastrofe con cui è nata la nostra civiltà, l'attuale Antartide si trovava più a nord e non era un ambiente freddo né ghiacciato. Oggi è accettata la teoria che le masse polari non siano ancorate ad uno strato di materiale solido ma ad una mistura lubrificante come un dentifricio.
Hapgood fu un grande ricercatore e dedicò tutto se stesso allo studio di Atlantide e della conformazione terrestre. Ebbe persino l'appoggio di Einstein ma comunque poco credito a suo tempo, anche da parte dei geologi.
Einstein appoggiò Hapgood nella sua teoria sullo slittamento della crosta terrestre e lo incoraggiò nella stesura di "Earth's shifting crust". In quest'opera Hapgood sostiene che la crosta terrestre può scivolare sotto il peso delle calotte polari portando alla deriva interi continenti.
Nel 1952 Hapgood dimostrò con l'aiuto di Einstein che il globo un tempo era coperto dai ghiacci e questa teoria è oggi universalmente accettata: nell'era precambriana o archeozoica (800 milioni di anni fa) tutto il globo era coperto dai ghiacci e l'era glaciale durò per altri 300 milioni di anni.
Per chiarezza espositiva precisiamo che il globo ha conosciuto una serie di ere glaciali e la causa è tuttora ignota ma vi sono valide ipotesi.
Colin Wilson e Rand Flem Ath hanno congetturato che se le ere glaciali si sono succedute ad intervalli regolari ciò può essere derivato dal fatto che il sistema solare possa attraversare una nuvola di polvere cosmica. Altri studiosi avevano pensato a qualcosa di simile, cioè che le ere glaciali fossero causate da polveri vulcaniche presenti nell'atmosfera terrestre.
James Croll, invece, dà una spiegazione più accettata al fenomeno: egli sostiene che le ere glaciali dipendono dall'inclinazione dell'asse terrestre (il succedersi delle stagioni dipende dall'inclinazione dell'asse terrestre). L'inclinazione dell'asse è oggi di 23,4° ma c'è stato un lievissimo spostamento recente a causa dello tsunami del 2004.
Il testo più rivoluzionario di Hapgood fu "Maps of the ancient sea kings" in cui l'autore tende a dimostrare che la civiltà è molto più antica di ciò che si crede. Non a caso oggi anche nei libri di storia si tende ad anticipare sempre di più l'inizio della civiltà poiché sempre più prove palesano che la civiltà è antichissima. Ad esempio negli anni '60 del XX secolo si riteneva che Gerico (la prima città murata) risalisse al 6.500 a.C. invece oggi la si fa risalire ad almeno duemila anni prima.
Il fattore più rilevante è caratterizzato dai resti archeologici: se accettiamo l'idea che la crosta terrestre si muove, si spiega perché in Siberia siano stati ritrovati resti di mammut con fiori tra le narici. Per essere presenti in Siberia fiori e mammut la Siberia non poteva essere ghiacciata.
Einstein era convinto, dai dati geologici di Hapgood, che la crosta terrestre potesse fratturarsi e slittare, ma dubitava che la calotta polare avesse fatto parte del fenomeno, come di contro sosteneva Hapgood. Dubitava altresì che la massa di ghiaccio potesse cagionare lo slittamento della crosta.
È tuttora complesso capire come era formata la Terra prima del diluvio, forse nessuno potrà mai dirlo con certezza; più passa il tempo però, più si comincia ad accettare l'idea che noi non siamo stati i primi ad abitarla.

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