"La SAPIENZA nella vita dell'uomo è guida all'IMMORTALITA' per chi la segue....perchè la SAPIENZA si rivela mediante gli stessi Elementi Naturali..."

Gli Esseni e i rotoli di Qumran

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Autore: Andrea Veronese

 Sul significato del nome Esseni sono state fatte numerose supposizioni. Alcuni sostengono che la forma latina derivasse dall’ebraico “hasidim” (che significa pii), altri che il nome derivasse dall’aramaico “asya” (che significa medico).

Nel 1947, all’interno delle grotte situate nella zona di Qumran, nei pressi del Mar Morto, vennero ritrovati dei rotoli che contenevano documenti manoscritti. Buona parte di questi documenti è già stata pubblicata ed è entrata a far parte dei “Vangeli apocrifi” o “gnostici”. Sebbene nei rotoli ritrovati non compaia il nome Esseni, i primi studiosi che ebbero la possibilità di tradurli si convinsero che questi documenti fossero stati redatti proprio da tale comunità, già nota da secoli attraverso gli scritti degli antichi autori, tra cui Filone Alessandrino, filosofo giudaico, e Giuseppe Flavio. Anche Plinio il Vecchio, vissuto nel I secolo d.C., autore di un’opera di storia naturale in lingua latina, parla della presenza di una comunità essena. Nelle fonti greche essi vengono citati come Essaioi o Essenoi. Tuttavia, anche se i rotoli trovati contengono opere che sicuramente sono riconducibili agli Esseni, ve ne sono altri che non sono integralmente riferibili a tale comunità. Gli Esseni probabilmente studiavano a fondo la Bibbia per ritrovare il loro ruolo nella storia, e proprio per questo motivo composero delle opere di esegesi biblica. Si stanziarono nella zona di Ein Gedi nel Mar Morto, e fondarono la loro comunità. Probabilmente i rotoli furono riposti nelle grotte per essere protetti e per far sì che sopravvivessero intatti, nella speranza che non cadessero in mani sbagliate.

 

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Il culto dell' Haoma

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Di Ezio Albrile

Nel mondo antico si trova un numero non indifferente di ritualità legate ad una percezione non convenzionale e visionaria della realtà. Tra queste un posto di rilievo è tenuto dal culto iranico dell’haoma, noto nella letteratura del mazdeismo zoroastriano 1. L’haoma (medio-persiano hŸm) – il cui corrispondente indico è il soma, materia del sacrificio vedico – non è solo una pianta misteriosa dalle virtù palingenetiche, ma anche una divinità, uno yazata celeste al quale è dedicato l’omonimo Yast. Nel tempo molti studiosi o semplici appassionati hanno identificato la mitica pianta con svariati tipi di piante psicoattive e non 2, tra cui l’Amanita muscaria e il Peganum harmala, oggetto di due famosi e discussi libri 3. L’haoma nel quadro cosmologico mazdeo è il cibo escatologico preparato dall’ultimo «Redentore futuro» 4, l’ultimo Saosyant (medio-persiano Sōsyans), la libagione perenne che fa risorgere i morti e rende immortali i viventi 5. Considerare Dio come un medico e la sua azione taumaturgica come una medicina è un’idea arcaica che attraversa tutto il Vicino Oriente Antico: basti pensare agli pseudoepigrafi attribuiti a Zoroastro 6, dai quali deriva gran parte della farmacopea ellenistica 7, oppure alla descrizione dei Magi mazdei come "farmakeuetai". Da siffatta temperie culturale proviene l’idea del Salvatore-medico 8, donde la definizione di pharmacum vitae per indicare Cristo quale datore di vita nell’Eucarestia 9. L’esperienza estatica della luce è un tratto che l’insegnamento zoroastriano condivide col retaggio indo-iranico di un cosiddetto «misticismo ario», fondato sui rapporti tra luce, conoscenza e sul vincolo che unisce la luce alla tenebra, manifestato a non-manifestato, atto a virtualità, percepiti in polarità opposte 10.

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Zarathustra e Ahura Mazda

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Zarathustra e Ahura Mazda

Almeno mille anni prima di Cristo si componeva una coppia destinata a cambiare la storia della Tradizione eterna, una coppia che ricorda molto quella di Mosè e YHWH, Gesù e il Padre, Maometto e Allah, Siddartha e il Buddha. Questa è la storia di uno dei più grandi messia di tutti i tempi, uno di quelli che portarono il fuoco agli uomini strappandolo agli dei ingannatori.

Di Mike Plato

 

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